Come una musica
Ci sono libri che non si lasciano semplicemente leggere, ma si devono ascoltare. Come una musica, di Achille Mottola, appartiene a questa categoria rara: non è un volume di racconti nel senso classico, né un saggio, né un diario intimo. È piuttosto una partitura di vita, composta per variazioni e ritorni, in cui ogni parola suona in eco con le altre. Continue reading
La cultura è un tessuto delicato e prezioso che si intreccia con la vita quotidiana, plasmando le nostre identità. E tra le molte forme in cui la cultura si manifesta, i libri rappresentano uno strumento potente per la riflessione, la preservazione della memoria storica e la sensibilizzazione. È attraverso le parole stampate, infatti, che spesso si pongono le basi per determinare cambiamenti concreti nella realtà che ci circonda.
Il titolo del presente articolo riproduce il titolo di un pregiato scritto che, pubblicato da Gesualdo Edizioni e presentato il 26 agosto 2025, ha reso finalmente accessibile un prezioso lavoro di ricostruzione storica, sinora inedito, dedicato alla parrocchia di San Nicola in Gesualdo. Si tratta di un’opera postuma di Giovanni Fulcoli, frutto di anni di ricerche condotte con scrupolo e passione; un’opera che restituisce un quadro ampio e documentato della vita religiosa, sociale ed economica di una delle più antiche istituzioni ecclesiastiche dell’Irpinia. 
Con un romanzo che sa catturare il lettore fin dalle prime pagine (Storia d’amore e macchine da scrivere, Marsilio 2025), Giuseppe Lupo ci invita ad un viaggio emozionante e riflessivo. Con il suo stile inconfondibile, Lupo riesce ancora una volta a tessere una narrazione che emoziona, coinvolge e spinge alla riflessione, confermando la sua maestria nel raccontare storie che sanno parlare tanto al cuore quanto alla nostra coscienza.
“Cominciamo a spostare il focus dai problemi alle soluzioni. Ci attendono gli anni cruciali della battaglia, per noi decisiva, contro lo spopolamento. Impossibile sperare di sopravvivere senza una strategia territoriale unitaria e senza la necessaria coesione“: esordisce così Nicola Trunfio nel primo incontro di presentazione del suo libro
Incontrai Adrián N. Bravi anni fa, ma ne ignoravo il lavoro di scrittore. Il luogo d’incontro fu l’Istituto di studi storici dell’Università di Macerata, di cui ho frequentato la Biblioteca nei tre anni di dottorato che ho svolto lì. Ammetto che ho fatto uso e abuso di chi comprende umanamente le difficoltà dei giovani ricercatori nel reperire le proprie carte di studio e sa quindi venire incontro a specifiche esigenze, adattando la rigidità delle regole di consultazione agli orari e alle scadenze tipiche dei fuorisede.
Nell’ambito delle proprie attività associative, partendo dall’ultimo libro di Catello Maresca “Lo Stato vince sempre”, i giovani della Pro loco di Gesualdo hanno dedicato il pomeriggio estivo del 16 luglio alla discussione e all’approfondimento di temi fondamentali legati alla legalità e al rispetto delle regole, elementi imprescindibili della società civile, chiamando me a coordinare il dibattito.
Dialogare con Carmine Pinto, benemerito professore di Storia contemporanea presso l’Università di Salerno, costituisce un’occasione vera di arricchimento.
Nel cuore dell’Ottocento il Principato Ultra (o Ulteriore) costitutiva una divisione amministrativa del Regno delle due Sicilie, corrispondente grosso modo alla regione storico-geografica dell’Irpinia. La cittadina di Gesualdo era ricompresa in essa, ricadendo precisamente nel mandamento di Sant’Angelo dei Lombardi. Dando vita l’Intendenza di Avellino (l’allora Provincia) ai lavori di risistemazione della via Appia, nel tratto in cui questa si distaccava da Eclano per inoltrarsi nella valle d’Ansanto, le comunità interessate cominciarono a fiutare le possibilità di sviluppo legate all’avvio dei nuovi lavori stradali.