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Strumenti per la pace: scuola, libri, musica

Il 27 giugno scorso, “Paesaggi musicali dalla Palestina”, libro della Gesualdo Edizioni curato da Checco Galtieri, è stato presentato alla Camera dei Deputati, nel cuore delle Istituzioni, parlandosi lì della forza che la musica possiede di attraversare i confini, divenendo nella didattica occasione di incontri, voce di popoli e strumento di pace.

Un libro che gli autori hanno definito concordemente con la parola “ponte”: un ponte tra culture e generazioni che, proprio grazie alla musica, riesce a toccare le corde del cuore, superando ogni sorta di condizionamento.

Un libro dedicato ai bambini e ai ragazzi delle scuole italiane, affinché questi possano essere avvicinati – con delicatezza, rispetto e verità – ad una cultura ricca, viva e profonda, quale è senz’altro la cultura palestinese; quale è, ancora, la cultura dei popoli afflitti da guerre, fame, povertà, verso cui la Gesualdo Edizioni rivolge la sua attenzione. “Paesaggi musicali dalla Palestina”, infatti, è il primo volume di una collana editoriale (Fare per capire) che intende realizzare la seguente missione: utilizzare il linguaggio universale della musica – si ripeterà – come occasione di incontri, voce di popoli e strumento di pace.

Da un lato, dunque, opere pedagogiche e didattiche, con dettagliate schede riguardanti la struttura testuale e musicale dei brani scelti, il suggerimento di attività inclusive, l’indicazione di strumenti di traslitterazione e di pronuncia; dall’altro lato, invece, inviti all’apertura, all’accoglienza, alla conoscenza senza pregiudizio.

Sotto questo profilo, i libri della collana sono uno straordinario atto di fiducia nella scuola intesa quale luogo di formazione del pensiero critico, negli insegnanti che scelgono la strada della complessità piuttosto che della semplificazione, e ovviamente nei bambini che ci insegnano la pace per davvero, capaci come essi sono di ascoltare con il trasporto dell’anima.

Si tratta, aggiungo, di una precisa scelta editoriale.

Pubblicare libri come questo curato da Checco Galtieri non risponde ad una mossa commerciale: non lo può essere oggi in Italia per una piccola Casa editrice, sebbene autorevole. È una precisa scelta di responsabilità.
Ci sono libri che propongono straordinari orizzonti, i quali però abbisognano di una struttura sociale e culturale che sappia recepirli.

Ecco: gli editori di qualità, piccoli o grandi che siano, hanno il dovere di lavorare al consolidamento di questa struttura, di lavorare al rafforzamento (si diceva un tempo) del dialogo tra scuola e società, tra individui e politica.

Certo è che il libro di cui si discute, al pari degli altri che saranno inseriti nella medesima Collana editoriale, mette in atto un insegnamento che Papa Francesco ha sostenuto fino alla fine e che il Presidente Mattarella ci ricorda quotidianamente: la cultura della pace e quella del rispetto nascono dai piccoli gesti e in luoghi semplici, una scuola, un libro, delle canzoni; canzoni di pace che un libro ha saputo raccogliere e che la scuola possa insegnare.

Continuiamo a credere nella cultura che educa, nella musica che unisce, nelle parole che costruiscono.

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Ringrazio Paolo Di Castro per la sintesi e trascrizione del presente intervento alla Camera dei Deputati il 27 giugno scorso, con gli onorevoli Paolo Ciani e Matteo Orfini, con Franco La Torre e Carla Benelli. Punto fermo di partenza, il meraviglioso gruppo coordinato da Checco Galtieri, scrigno di veri tesori.

Il libro è disponibile al seguente link (> clicca qui).