Crocco, Pallavicini e la guerra per il Mezzogiorno
Dialogare con Carmine Pinto, benemerito professore di Storia contemporanea presso l’Università di Salerno, costituisce un’occasione vera di arricchimento.
Il suo libro, Il brigante e il generale, rappresenta senza dubbio un contributo fondamentale per lo studio del brigantaggio post-unitario e del Risorgimento nel suo complesso. Pinto riesce a coniugare in modo efficace il rigore accademico con uno stile narrativo fluido e coinvolgente, che rende il saggio accessibile a un pubblico più ampio, non solo agli specialisti. Questa capacità di unire talento storico e letterario è uno dei punti di forza dell’opera, lodata dalla critica proprio per la brillantezza della scrittura e l’equilibrio tra analisi storiografica e narrazione. Continue reading
La questione ambientale, grazie alla sensibilizzazione e ai richiami quotidiani del Pontefice, grazie al clamore suscitato da azioni varie e magari non convenzionali, è tornata al centro del dibattito pubblico (per non dire di moda) e la politica ha dovuto prenderne contezza, dopo essersi assuefatta evidentemente ai rumori della coscienza prodotti da chi – come Al Gore o Greta Thunberg – ha fatto della difesa dell’ambiente un vessillo, una vera e propria ragione di vita (prima che per sé) per il pianeta, un pianeta che tutti gli indicatori scientifici ci dicono ormai essere in sofferenza.
L’incontro con Paolo Di Paolo è stato illuminante. La lettura del suo libro, Romanzo senza umani, si è rivelata un vero colpo di scena. Un mio amico, con sorriso complice, me lo ha regalato dicendomi: “Non può non piacerti”. E si riferiva a me, un professore di storia sulla cinquantina, formatosi sui temi del Cinquecento, che ha esplorato la memoria individuale e collettiva, argomenti cari allo stesso Di Paolo. Aveva dunque ragione l’amico nel pensare che il libro potesse incuriosirmi per una serie di dati esterni, ma devo precisare che la scintilla del coinvolgimento è scattata per ben altri motivi. Poterne parlare direttamente con l’Autore mi ha dato più di una conferma. 
Nel cuore dell’Ottocento il Principato Ultra (o Ulteriore) costitutiva una divisione amministrativa del Regno delle due Sicilie, corrispondente grosso modo alla regione storico-geografica dell’Irpinia. La cittadina di Gesualdo era ricompresa in essa, ricadendo precisamente nel mandamento di Sant’Angelo dei Lombardi. Dando vita l’Intendenza di Avellino (l’allora Provincia) ai lavori di risistemazione della via Appia, nel tratto in cui questa si distaccava da Eclano per inoltrarsi nella valle d’Ansanto, le comunità interessate cominciarono a fiutare le possibilità di sviluppo legate all’avvio dei nuovi lavori stradali.