Preghiera per gli ultimi della Terra

Meditazione in occasione della morte di Papa Francesco sul suo amore per le periferie del mondo.
Signore, Dio dei piccoli e dei poveri,
Tu che non ti fermi alla veste del mondo ma ascolti i battiti dell’anima,
Tu che ti chini accanto a chi è piegato sotto il peso della vita,
ascolta l’urlo di chi non può gridare, se non nel suo silenzio.
Guarda gli ultimi, Signore:
i bambini senza infanzia,
gli anziani dimenticati,
i migranti in cammino.
Segui gli affamati, gli esclusi, gli sfruttati,
coloro che il mondo non vede, ma che Tu non smetti mai di amare.
Donaci gli occhi per riconoscerli
e mani per sollevarli,
parole che non giudicano,
gesti che non feriscono.
Offri a noi il coraggio di chi non si volta dall’altra parte.
Trasforma così la nostra indifferenza,
quando chiudiamo gli occhi di fronte alla malattia, alla guerra, al dolore;
quando difendiamo i nostri privilegi,
dimenticando che ogni persona è sorella o fratello di una stessa umanità.
Fai allora che il nostro amore non sia fatto solo di parole,
ma di pane, di tempo, di dignità restituita.
Fai che la nostra fede sia inquieta,
finché ci sarà qualcuno che reclami accoglienza,
esposto tra gli “scarti”, sulle soglie dimenticate dell’esistenza.
E ricordaci, Signore,
che nell’ultimo Tu sei presente,
che nel volto sfigurato di chi soffre
ci attende il Tuo sguardo.
[Amen]*
Gesualdo, nel Lunedì in Albis del 21 aprile 2025
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* L’8 agosto 2025 si è sposata una mia cara amica, Stefania Cappuccio, la quale ha fatto sì che questa preghiera potesse essere stampata sul libretto del suo matrimonio, quindi inserita all’interno della celebrazione, prima della benedizione finale. Munita pertanto della relativa autorizzazione ecclesiastica, la preghiera ha ricevuto l’imprimatur, ovvero il privilegio dell’Amen. Invitato a leggere io stesso il testo, non ho potuto nascondere la commozione del momento. Sono grato all’amica Stefania, cui auguro una vita felice insieme al suo Emanuele.