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Dalla fotografia alla scoperta del paesaggio

La “scoperta del paesaggio” rappresenta una delle più importanti novità intervenute nel campo delle politiche culturali attuate nel nostro Paese. Basterebbe citare la “Giornata Nazionale del Paesaggio”, istituita dal MiBAC e coincidente con il 14 marzo, per rendersi conto dell’attenzione istituzionale rivolta ormai alla promozione della cultura paesaggistica nonché dei temi e dei valori legati alla salvaguardia e alla conoscenza dei territori. E se è vero che il marketing territoriale ha fatto passi da gigante, guardando spesso alle nuove tecnologie, è altrettanto vero che – proprio in tema di promozione paesaggistica – non si può negare l’importanza delle forme comunicative classiche, custodi di abilità tradizionali dense di significati e valori. Non ultima, fra queste abilità, la poetica che un’elaborazione fotografica è in grado di restituire agli spettatori. Continue reading

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Il “Ponte rotto” sul fiume Calore. In difesa della progettazione culturale

Sul tema della progettazione culturale ad opera dei Comuni dura da tempo un acceso dibattito, connotato da una certa sfiducia, che tende a evidenziare un cattivo modo di agire delle “giunte” in relazione alle comunità amministrate. Le amministrazioni comunali, si dice, anziché desiderare, progettare e realizzare una politica di sviluppo, finiscono col captare i finanziamenti pubblici contingenti, quelli disponibili al momento, senza però saperli governare strutturalmente, bensì “subendoli” in modo del tutto episodico e occasionale. Continue reading

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Il Castello di Lagopesole e la sfida dei beni culturali

“[…] Gli interventi dei professori Francesco Panarelli e Fulvio Delle Donne restituiscono del Castello di Lagopesole un’immagine profondamente diversa da quella tradizionale. Chi, infatti, è stato abituato a vedere il Castello di Lagopesole come una delle più importanti costruzioni castellari dell’Italia meridionale, ben inserito nel sistema castellare fridericiano, come luogo importante per la difesa e il controllo del territorio, garante di un’economia che attraversava le strade non sempre agevoli che portavano da Capua a Bari o in Calabria, scopre adesso un’altra realtà, parallela alla precedente; scopre che la fortificazione frequentata da Federico II, dal figlio Manfredi e da Carlo I d’Angiò, era importante anche per la sua “amenità”.  Continue reading