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Sentenze vere e sentenze false: quanto conta la verità in politica.

Una piccola premessa, relativa ad una questione di principio piuttosto semplice.

Un sito internet comunale, pagato con i soldi del bilancio, è deputato ad accogliere notizie di natura “istituzionale”, cioè in rappresentanza, nell’interesse e per l’utilità dell’intera comunità, senza distinzioni di sorta. La sua gestione, quindi, dovrebbe essere ben attenta alle parole che si scelgono per pubblicizzare le attività pubbliche, evitando di cadere in giudizi di valore politico indirizzati alla minoranza, cui non si riconosce alcuno spazio – nel sito stesso – per esercitare un diritto di replica. Il tutto aggravato, se così si può dire, dal fatto che il sito istituzionale risulta collegato a diversi canali social, che divengono – com’è naturale che sia – cassa di risonanza ulteriore.

Vengo così alla questione di fatto, che discende proprio dalla violazione del principio di cui sopra.

Ancora oggi sul sito del Comune di Gesualdo si legge una notizia non corrispondente al vero, che ha avuto ampio risalto mediatico. Parlo della vicenda legata al bilancio comunale che, per la parte qui d’interesse, riassumo attraverso un passaggio di date.

30 settembre 2019. Il sindaco di Gesualdo, avvalendosi del sito istituzionale del Comune, commenta un’inesistente sentenza del Tar di Salerno, tirando in ballo direttamente la mia persona, resa destinataria di pesanti giudizi, se non di accuse. Si legge, tra le altre cose, sul sito: “Il Tar ha bocciato [???] il ricorso presentato dal consigliere di minoranza Giuseppe Mastrominico contro il bilancio comunale”. “È evidente – si aggiunge – che si è trattato di un pretesto [???] per boicottare l’attività amministrativa. Purtroppo – prosegue il virgolettato – il ricorso ha causato unicamente un danno economico [???] alla comunità […]. Diverse migliaia di euro [???] che si sarebbero potute spendere per servizi più utili e necessari ai cittadini”. E ancora: “L’ostruzionismo [???], con la conseguente diffusione di un pericoloso clima di allarmismo [???], ha creato solo disorientamento nei cittadini” […].

18 ottobre 2019. Il Tar di Salerno, con sentenza n. 01792/2019, riconoscendo la fondatezza del ricorso presentato contro l’approvazione del bilancio comunale, a tutela – s’intende – di alcuni fondamentali diritti di cui si è lamentata la violazione, ha “smentito” la notizia diffusa e commentata diciotto giorni prima sul sito istituzionale del Comune. Il Tribunale, infatti, si è pronunciato senza possibilità di equivoci, stabilendo che: “Il Collegio ritiene di dover porre in capo al Comune di Gesualdo le spese di lite, poiché è lampante e manifesta la soccombenza virtuale dell’ente intimato, a causa della conclamata violazione delle norme regolamentari invocate dal ricorrente ed essendo stata, del resto, riconosciuta dal medesimo Comune l’illegittimità degli atti gravati con l’adozione della deliberazione del loro ritiro in autotutela”.

Il Tar dunque ha reso giustizia, precisando che la cosiddetta “improcedibilità di giudizio” (espressione di cui si vorrebbe – ahimè! – sfruttare il tecnicismo oscuro ai più) non ha misteri: dipende dal fatto che il Comune, formalmente, riconoscendo esso stesso la fondatezza del ricorso o l’illegittimità degli atti impugnati, ha agito in autotutela; ossia l’Amministrazione, con una decisione a dire il vero senza precedenti nella storia della comunità, ha annullato il bilancio e lo ha riapprovato, sia pure fuori termine di legge. Il Tar, va da sé, si occupa di questioni formali di legittimità e non delle conseguenze politiche, economiche o finanziarie che possono scaturire da certe azioni amministrative. Ciò nonostante esso ha inteso precisare che la violazione delle norme da me invocata era così lampante, conclamata e manifesta da non potersi sottrarre il Comune di Gesualdo ad una sentenza di condanna.    

Appare a questo punto senz’altro grave e inquietante che il sito istituzionale del Comune di Gesualdo annunci e discuta ufficialmente una sentenza 18 giorni prima della sua pubblicazione, spacciandola oltretutto come favorevole a sé, con conseguente denigrazione dell’opposizione.

Poche semplici domande:

  1. Può un sindaco dichiarare falsamente, 18 giorni prima della pubblicazione di una sentenza: “il Tar ha bocciato il ricorso dell’opposizione”?
  2. E perché asserire: “il ricorso ha causato un danno economico di diverse migliaia di euro”, quando ciò non corrisponde affatto a verità?
  3. Cosa produce allarmismo e disorientamento all’interno di una comunità: la presentazione di un ricorso al Tar per il riconoscimento di un fondamentale diritto politico o la diffusione di notizie false e distorte?
  4. E, infine, può tutto questo trovare accoglienza su un sito istituzionale?

Ai cittadini la facile sentenza!

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Come è andata a finire

L’articolo sopra riportato riproduce, in gran parte, il contenuto di una mia lettera indirizzata al Presidente del Consiglio comunale. In calce a questa, chiedevo che il sito istituzionale del Comune riportasse il richiamo al seguente link (> clicca qui) per il ripristino della realtà dei fatti, unitamente alla mia personale opinione in ordine all’accaduto. Noto soltanto adesso, 31 marzo 2020, che le dichiarazioni del sindaco sono scomparse dal sito comunale, sopravvivendo nell’articolo di qualche testata online per nulla avvezza a controllare le fonti, oltre che ad ascoltare il parere di controparte. Ringrazio in ogni caso il Presidente del Consiglio comunale e quanti, in seno alla maggioranza, abbiano ritenuto opportuno procedere alla cancellazione di parole inaccettabili (dal punto di vista politico e giuridico, etico e professionale).