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Continua la saga del concorso per istruttore direttivo contabile al Comune di Gesualdo (AV)

Comincia ad assumere tinte surreali la vicenda del concorso bandito dal Comune di Gesualdo (AV) per istruttore direttivo contabile; vicenda di cui ci siamo occupati in altro articolo di questo blog (> leggi qui).

Si riassume brevemente il punto di partenza dell’intera faccenda.

Il Comune di Gesualdo, con delibera di giunta del 18 aprile 2019, ha comunicato l’intenzione di procedere all’assunzione di un istruttore direttivo contabile mediante conferimento diretto dell’incarico (ex art. 110, comma 1, D.Legs. n. 267/2000).

L’opposizione consiliare ha segnalato la seguente anomalia: mentre la delibera di giunta stabiliva che la durata dell’incarico dovesse essere di un anno, eventualmente prorogabile di un altro anno, il bando di concorso licenziato ne prolungava l’efficacia, legandola alla durata del mandato elettivo del sindaco.

L’opposizione è stata “amorevolmente redarguita” (espressione virgoletta ma sincera) dal dirigente amministrativo, che ci ha parlato di un semplice errore materiale. E in effetti l’avviso è stato ripubblicato il 2 maggio 2019 (prot. 2244) con la correzione dell’errore. Si è reso quindi nuovamente noto che la durata del contratto sarebbe stata effettivamente di un anno. Rispettata allora la volontà della giunta, nessun retro-pensiero era ammesso.

Com’è andata a finire?

La giunta comunale ha revocato i precedenti atti. Lo ha fatto con la delibera n. 109 del 21 maggio scorso. E cosa si scopre? Che la durata del contratto è stata nuovamente riportata alla durata del mandato del sindaco.

Sembra il copione di una commedia dell’arte. Ricapitolando: la giunta stabilisce che la durata di un contratto deve essere di un anno; però il bando di concorso che la giunta licenzia recita diversamente: il contratto dura per tutta la durata del mandato elettivo del sindaco; segnalata la contraddizione, si risponde: “Pardon! Semplice errore materiale, correggiamo subito: il contratto deve durare un anno, come stabilito correttamente dalla giunta”; passati venti giorni, si ritorna sui propri passi e si afferma: “A ri-pardon, la giunta non aveva ben compreso e non si era ben espressa: il contratto avrà la durata del mandato amministrativo del sindaco”.

Lecito supporre, a questo punto, che la prima delibera è stata scritta con troppa fretta o con troppi rumori nella stanza, per cui a volte è dato non intendersi. Capita.

Si ringrazia, tuttavia, per aver accolto la segnalazione secondo cui il nuovo incarico non poteva essere affidato dal sindaco in base ad una norma inesistente attribuita al Testo unico per il pubblico impiego, confuso con il Testo unico degli enti locali.

Almeno così, chi parteciperà al concorso è stato posto al riparo da un possibile e probabile ricorso.

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