Posted on / by GM / in Politica

Quei contratti molto strani per dirigenti comunali…

Affrontando per la prima volta un’esperienza consiliare, mai avrei immaginato che il ruolo di opposizione avrebbe dovuto esercitarsi sul terreno (a quanto pare difficile) della “scrittura”.

L’opposizione infatti ha cominciato col segnalare i pericoli cui può condurre una scrittura statutaria equivoca; ha continuato con l’evidenziare quanto una scrittura progettuale possa dimostrarsi irrispettosa e irriconoscente verso il territorio cui essa stessa si rivolge; ha mostrato quanto la scrittura dei regolamenti comunali possa essere lontana da quella particolare perizia che ci si aspetterebbe come propria e tipica delle professioni giuridiche.

Si credeva che almeno nella scrittura dei bandi, dove precisione, competenza e trasparenza sono chiamate a fondersi, nel rispetto della legge, è vero, ma anche nel rispetto di chi – credendo alla veridicità dei bandi – vi partecipa in nome del “lavoro”, le cose potessero andare diversamente. E invece…

L’Amministrazione comunale di Gesualdo (AV) emana un avviso pubblico di “procedura idoneativa” finalizzata al conferimento di un incarico ai sensi dell’art. 110, comma 1, del D.lgs n. 267/2000, per Istruttore Direttivo contabile.

Chissà perché l’uso smodato di tecnicismi non corrisponde mai al rigore tecnico. Si rimane stupiti, ad esempio, quando si rende noto che l’incarico sarà attribuito ai sensi del comma 10 dell’art. 50 del D.Lgs. n. 165/2001 (TUPI). Norma inesistente: vorrei dunque che qualcuno me la leggesse, semmai la trovasse nel mare immenso dell’ordinamento giuridico italiano.

La cosa grave, tuttavia, è un’altra.

L’avviso pubblico viene emanato in virtù di una delibera di Giunta, la n. 82 del 18 aprile 2019, in cui si dichiara: “Si delibera di procedere con l’assunzione a tempo determinato di un’unità di personale funzionario direttivo dell’area tecnico manutentiva per la durata di anni uno eventualmente prorogabile di un ulteriore anno […]”.

Contrariamente a quanto dichiarato nella delibera di Giunta, però, l’Avviso recita (oltre che nelle premesse, all’art. 2) che: “L’incarico è conferito per la durata del mandato del Sindaco…”

L’avviso, cioè, viola l’ordine di Giunta: prevede, per il contratto di lavoro, una durata più lunga di quella consentita.

La questione diventa seria e preoccupante allorquando sempre nella delibera sopra citata si legge: “[….] si approva l’avviso con annesso schema di domanda di partecipazione, che allegati alla presente, forma[no] parte integrante e sostanziale del presente atto […]”.

In pratica, si dichiara e si fa credere che la delibera e l’avviso siano contestuali, quando è evidente invece che i due atti sono stati redatti in momenti diversi, riflettendo altresì intenzioni differenti. In Giunta si decide una cosa, ma in camera caritatis probabilmente si era detto e stabilito diversamente.

L’avviso pertanto dovrà essere ritirato e riscritto. Non può essere altrimenti.

Adesso che l’Amministrazione eserciterà (come spesso ama dire) la sua “impregiudicata facoltà” di riscrivere ciò che ha scritto male, capiremo se a prevalere saranno le intenzioni espresse in Giunta o quelle confidate in camera caritatis.

Com’è andata a finire? Leggi > qui

visits 15736