Posted on / by GM / in Letture

Visionari: una collana editoriale per interrogare il futuro.

Luigi Lombardi Vallauri, annoverato tra i filosofi più significativi della contemporaneità, inaugura la collana Visionari della Gesualdo Edizioni e lo fa con un libro (Scritti animali) destinato a lasciare il segno. Con questo lavoro, infatti, l’illustre Maestro sistema il suo pensiero su un tema (il diritto animale) che ha coltivato tra i primi in Italia, dedicando ad esso – nell’arco di un trentennio – scritti, conferenze, iniziative.

Un argomento spinoso, amato e osteggiato ad un tempo, che se da un lato registra oggi un diffuso attivismo, dall’altro lato necessita ancora di una struttura teorica etico-giuridica salda e credibile, capace di vincere numerose resistenze per legittimare un cambiamento tanto desiderato quanto opportuno.

Lombardi Vallauri, definito spesso con l’appellativo di “pioniere dei nuovi diritti”, ha una biografia intellettuale affascinante. Lui stesso, nel primo capitolo del libro, ne ripercorre alcune tappe salienti. Seguire l’autorevole storia di un cambiamento personale, che si è giocato sul crinale che separa e unisce cristianesimo e umanesimo, ma anche occidente e oriente, significa comprendere meglio più cose del mondo odierno. A maggior ragione, se la lezione che se ne ricava tocca il delicato tema della coerenza di pensiero, della capacità di tracciare linee di continuità (“svolte convergenziali”, si direbbe con le parole stesse di Vallauri) all’interno di fratture che sono pur nette, precise ed evidenti; a maggior ragione, se la riflessione tocca gli argomenti rilevanti che rientrano nella bioetica e che riguardano le manipolazioni della vita umana prenatale, l’aborto, la famiglia e così via.

Su questi e altri motivi, invero campi di addestramento su cui si è allenata nel tempo la credibilità di un pensiero militante, il tratto comune può essere individuato nei cosiddetti “meritevoli di tutela”, titolo fortunato che ben sintetizza l’orizzonte mantenuto fermo negli anni dallo studioso.

Vallauri ha difeso con particolare sollecitudine – utilizzo parole sue – i deboli non compresi tra le vittime del potere economico (categoria delegata, per così dire, al socialismo) o del potere politico (categoria cara soprattutto al liberalismo). Di qui l’elaborazione di una “graduatoria” personale che vede al primo posto i candidati all’esclusione sociale (anziani, portatori di stigma o di handicap fisici, psichici e sensoriali, malati mentali, emigrati, abitanti di periferie e di ghetti, analfabeti, ecc.), al secondo i candidati all’uccisione prenatale (gli embrioni), quindi gli animali.

Solitamente gli animali sono considerati meritevoli di tutela in base a due criteri: il “valore” e la “soggettività”. La tutela in base al valore, che riconosce agli animali lo status di beni equiparabili ad altri beni ambientali o ai beni culturali, s’iscrive nel quadro più ampio della tutela della biodiversità. La soggettività, invece, si accerta in base all’essere senzienti, all’essere comunicanti, all’essere in grado di soffrire, godere, apprendere, provare affetti, emozioni, sviluppare capacità.

Tuttavia, accanto all’animalismo ambientalista (cioè del valore) e all’animalismo animalista (cioè della soggettività), fortemente eterogenei tra loro, l’Autore affianca un animalismo umanista, in difesa dell’onore dell’uomo: l’uomo – si dice – è disonorato dal modo in cui tratta gli animali e certo non è “sviluppo della persona umana” (art. 3 Cost.) maltrattare e uccidere animali, oppure servirsi dei loro corpi reificati.

Al di là di queste tre forti ragioni, se ne pone una quarta di natura spirituale: l’animalismo guadagna in forza motivante e in fondatezza se iscritto nell’orizzonte più ampio della nonviolenza, la quale non si riduce alla semplice omissione degli atti violenti, ma si estende anche alla non-discriminazione (dello schiavo, della donna, dello straniero, del povero, ecc.), fino a costituire una complessiva visione del mondo idonea a orientare il cammino dell’umanità.

Fin qui l’etica, che conduce Vallauri ad un originale “apofatismo”, ad un “luogo” cioè in cui è legittimo credere che l’Occidente accetti le intimazioni di spiritualità provenienti dall’Oriente e l’Oriente le intimazioni di scientificità che giungono dall’Occidente.

Poi c’è il diritto, cui è dedicata la seconda parte del libro. La reale perplessità, infatti, inizia proprio con la traduzione giuridica dell’etica. Il diritto, sostiene Vallauri nel testo, è una grossa macchina coercitiva, lavora per tipi astratti, deve ricorrere a trucchi tecnici (presunzioni, quantificazioni) che lo rendano praticabile. Il diritto democratico tuttavia non può imporre se non visioni largamente condivise nel corpo sociale e negli organi rappresentativi. Spesso, se manca un’ampia condivisione sociale o culturale, anche il diritto democraticamente prodotto è formalmente valido sì, ma poco effettivo. Abrogare le leggi che – in contrasto con il divieto anch’esso legale di uccisione senza necessità o di maltrattamento – autorizzano la caccia, il degrado ecologico da allevamenti intensivi, il massacro industriale degli animali, incontra la resistenza di abitudini mentali inveterate, radicate. Queste rendono difficilmente pensabile un diritto valido ed effettivo all’altezza della riflessione etica: una sfida ineludibile, che “Scritti animali” si propone di affrontare in pieno.

Non a caso il titolo del libro include (e di questo vado fiero) una proposta ben precisa: promuovere l’istituzione, se non di cattedre, di corsi universitari per lo studio del “diritto animale”. Una proposta visionaria anche questa, avanzata col libro ufficialmente per la prima volta. L’intento non è soltanto dare veste o dignità accademica a una materia di studio, che pure meriterebbe da sé un simile riconoscimento. Come è noto, in ogni epoca discutere e lottare per la definizione o per la riforma dell’impianto degli studi ha significato qualcosa di più: interrogarsi sulla struttura e sulla portata delle singole discipline, soppesando sia le loro relazioni reciproche sia il rapporto delle stesse con la società. Come dire, a nulla serve enunciare la legge morale senza porre le condizioni favorevoli alla sua osservanza.

In una di quelle meravigliose cene che popolano gli incontri degli autori con i loro editori, chiedemmo a Vallauri se ci fossero buone speranze di portare a termine (vittoriosi) la battaglia intrapresa. L’importante è che l’azione sia giusta, non che sia vincente”, ammonì il professore, aggiungendo subito dopo: “Credo tuttavia che alla lunga il giusto sia anche un po’ vincente”. (Riproduzione riservata©).

Se ne è parlato di recente a Bolzano, nel convegno organizzato da Soroptimist International > qui il servizio Rai

_________________________

Scheda libro: Luigi Lombardi Vallauri, Scritti animali. Per l’istituzione di corsi universitari di diritto animale, Collana Visionari, 1, Gesualdo Edizioni, 2018.

Luigi Lombardi Vallauri

Professore di chiara fama, massimo esperto di teoria dell’interpretazione giuridica, già direttore dell’Istituto per la documentazione giuridica del CNR e presidente della Società italiana di filosofia giuridica e politica, Lombardi Vallauri ha indirizzato i suoi interessi recenti verso la filosofia della religione, i principii fondamentali dell’economia, il biodiritto e l’animalismo, di cui è un vero pioniere. Autore di una vastissima serie di saggi scientifici, è annoverato tra i filosofi più significativi della contemporaneità.